1. ceneridagosto:

    inattesa:

    nuanda98:

    inattesa:

    Volevo condividerlo con voi perché è una cosa davvero importante per me.

    Quanto rispetto per questa ragazza

    Dovrebbero rebloggarla per sempre.

    Reblogged from: leparolemimuoionoinbocca
  2. Stasera lo sa. Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto. Dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male.
    Invece non succede: si arriva fino in fondo, si scola tutta la merda, anche quella che non vi spetta, che rigurgita dai tombini, quella dell’intero palazzo, dell’intera città, di tutte le coppie che si sono lasciati prima di voi, contemporaneamente a voi.
    No, non bisognerebbe arrivare dove sono arrivati loro.
    Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio.
    Invece la gente non lo sa. La gente spera e continua a stare male.
    Ma nessuno sa quanto, solo chi l’ha vissuto sa quanto si sta male.
    Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo. (via toanywhere)
    Reblogged from: toanywhere
  3. Su 400 blog che seguo, solo la meta’ mi segue. O il mio blog fa schifo o avete l’allergia al tasto segui.

    Misteri di Tumblr.

  4. silenzioseurladisperate:

    -persempresola:

    persempremestesso:

    deepinmyboness:

    sheisperfecttome:

    ilsoledimaggio:

    silenzicheuccidono:

    ragazzodagliocchiverdi:

     

    Ow, l’amore.

    L’ho rebloggata circa 394309320 volte e lo farò ancora ogni volta che la vedrò 

    Papà… :’(

    È bellissima.

    Vorrei essere così un giorno.

    ..

    Oh..

    … che meraviglia, sono perfetti insieme

    Reblogged from: gliocchituoilosanno
  5. 29 Gennaio 2013.
    Ti ho visto in assemblea d’istituto. Beh, non proprio visto, era tutto buio. Stavamo vedendo un film ma nessuno dei due era particolarmente interessato. Perché nessuno dei due sapeva che in realtà il film eravamo noi.

    11 Maggio 2013.
    Tu sei andato a cinema con un’amica e l’hai pregata di invitarmi. Voi vedevate un horror e io non ne andavo proprio pazza. Ci incontrammo lì, tu mi guardasti, io ti guardai.
    Vedevamo i nostri film, in sale separate, ancora ignari che il film saremmo stati noi.

    6 Giugno 2013.
    Mi chiedi di fidanzarci e io sono la ragazza più felice del mondo.
    Il nostro primo bacio, i tuoi occhi he si illuminano, il tuo sorriso appena mi vedi arrivare.
    E i nostri abbracci, i nostri baci.
    Ma non voglio dirti ti amo.

    2 Luglio 2013.
    Ci siamo lasciati.
    Ho lasciato che i miei problemi mi invadessero. Tu eri lontano e io ti dicevo “sto bene”. Tu non ci credevi.
    Non mi amavo abbastanza per lasciare che tu mi amassi.

    31 Agosto 2013.
    Ti scrivo che mi dispiace, che non avrei mai voluto farti soffrire.
    Tu ti sei fatto una vita, ti sei rifidanzato e io ti amavo, e stavolta avrei voluto dirtelo ma non potevo, come potevo?
    Ti ho perso.

    5 Ottobre 2013.
    Mi scrivi tu. Mi dici che se voglio possiamo essere amici.
    Accetto.
    Poi non ce la faccio più. Te lo dico che ti amo. E tu mi rispondi che ormai è tardi.
    E poi mi chiedi perché ti ho lasciato, insisti sul “se me l’avessi detto prima staremmo ancora insieme”.
    E io non posso tornare indietro.
    Hai cominciato ad ignorarmi, poi, col tempo. Mi guardavi ma non fiatavi.
    Cominciai a scrivere di te, per non scrivere a te.

    9 Novembre 2013.
    Ennesima lettera che non ti scriverò mai, l’ennesima che conserverò e che non leggerai mai. È solo che certe cose le devi pur dire a qualcuno, no? O qualcosa. Perché ormai persino i muri sanno che ti amo.
    Parlo troppo di te. Non parlo d’altro, ormai. Voglio dire…dovrei essere davvero una persona noiosa. Cosa sarò, io, dopo averti amato così a lungo? Cosa ne resterà di me?
    Il punto è che non ho altri interessi, non penso ad altro. Sei il mio pensiero fisso e mi butti giù facilmente. Con te sono così vulnerabile…Ho passato la mia intera vita a lottare, a cercare di essere forte, senza mai piangere, senza mostrarmi debole agli occhi altrui. Ma tu mi butti giù con una sola parola, un solo gesto. Ad esempio, quando mi ignori così palesemente, io non faccio altro che rimanere lì con gli occhi lucidi che vorrebbero tanto piangere e invece no, io non piango mai.
    Sai quando crollo? Quando mi guardo allo specchio e vedo solo una massa informe che non ti piacerà mai.
    E mi odio, mi odio tantissimo.
    Ricordo ancora quando eravamo su quella panchina e mi dicesti che sono bellissima e io non ho fatto altro che pensare a quel momento per il resto dei giorni. E sai cosa? Mi ci vedevo anch’io, bellissima, assieme a te.

    3 Febbraio 2014.
    È passato ormai un anno dalla volta in cui ci siamo visti e ci siamo piaciuti fin da subito.
    Non scorderò mai tutto ciò che abbiamo passato assieme e che stiamo passando ancora, anche se non assieme.
    Tu per la tua strada e io per la mia, giusto? Dio, non puoi nemmeno immaginare quando sia difficile.
    Ormai sento di averti perso completamente e questo mi distrugge, sai? Non potrò mai dimenticarti, ecco perché mi ripeto che non voglio nessun’altro, se non ho te.
    Ogni giorno è apatico, ormai. Sento solo ansia e nervosismo e quando ti vedo tremo perché ormai è un mix tra odio e amore, il mio.
    Hai passato le notti dormendo, quelle stesse notti in cui io piangevo.
    Sono stanca, adesso.
    Voglio andare avanti ma giuro di non farcela.
    Tutto ha un peso maggiore adesso senza di te.


    8 Aprile 2014.
    Basta cambiare una cifra e tutto torna come prima, come quando sorridevo perché ero felice e non per nascondere il dolore.
    Quante cose cambiano in un anno, eh?
    Pure noi siamo cambiati: io che ho imparato ad amare e tu che devi ancora imparare a rischiare.
    Mi guardi come se volessi prendermi lì e baciarmi… ma perché non lo fai? Passano i giorni, i mesi.. e tu non passi mai.
    Non so se voglio realmente dimenticarti, certi amori sono belli perché li abbiamo appunto vissuti.
    Io avrei voluto viverti un po’ di più. “Va bene così”, dico agli altri, e non va mai bene niente.
    Non riesco più a guardarti, almeno non negli occhi. Diventi sempre più bello e io sempre più debole.
    Vorrei poterti dire quanto mi manchi, ma ho smesso di rendermi ridicola.
    Se mi vuoi, vienimi a prendere.

    30 Aprile 2014.
    Mi dici che non mi hai mai dimenticata, che i tuoi sentimenti non sono cambiati, che magari in futuro “potremmo riprovarci”.
    Mi chiedi se ti odio e io ti rispondo che no, non ti odio, ma ti amo.

    25 Maggio 2014, 4:00 A.M.
    Ti scrivo un messaggio chilometrico e tu mi dici che lei non la lasci.
    Ma mi dici “restiamo amici”. E io no, non ce la faccio ad esserti amica.

    8 Luglio 2014, 2:30 A.M.
    Oggi è bastata una tua piccola attenzione per farmi stare così, in un modo che non so spiegare, perché anche se piango non sto male e anche se sto male non piango.
    Sai cosa? Mi manchi da morire. Voglio fare l’amore solo con te, lo giuro. Voglio conoscere il ritmo del tuo respiro che si confonde col mio, voglio sentirti dentro in una maniera più completa, voglio saziarmi di te senza mai saziarmi davvero.
    Ti amo e non te lo so dire, perché mi hanno insegnato che troppo amore manda via le persone.

    Seccasetedite. (via seccasetedite)
    Reblogged from: seccasetedite
  6. butterflyliar:

Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..
Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni.. Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.  Come stai? Come sta il tuo cuoricino? Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento? È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te. Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro. Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare. I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.  Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.  Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma. Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te. Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire. Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno. Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo. Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.
Sperando di ritrovarti: la bimba della stanza10.

    butterflyliar:

    Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..

    Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni..
    Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.
    Come stai?
    Come sta il tuo cuoricino?
    Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento?
    È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te.
    Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro.
    Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare.
    I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.
    Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.
    Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma.
    Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te.
    Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire.
    Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno.
    Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo.
    Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.

    Sperando di ritrovarti:
    la bimba della stanza10.

    Reblogged from: losthsouls
  7. Mi fa piacere che quello che scrivo e rebloggo ti faccia sentire meno aliena. Bello farsi compagnia tra aliene ;)

  8. Non è facile amarmi.
    Sono strana.
    Io sono così.
    Posso cambiare umore in meno di tre secondi.
    Sono lunatica ed aggressiva, a volte.
    Non amo chi mi impone condizioni, chi cerca di comandarmi. Detesto chi vuole cambiarmi.
    Inciampo spesso in giornate storte; giorni in cui non voglio parlare; altri in cui non voglio essere ascoltata. Voglio semplicemente stare da sola.
    Non è facile aver voglia di ascoltarmi: sono paranoica e forse noiosa.

    Ma la mia è solo una corazza.
    E’ una maschera che indosso per difendermi.

    Sono stanca di soffrire e di beccarmi porte in faccia.
    Sono stanca di piangere.
    Così, gioco a fare la stronza.
    E’ la cosa che mi riesce meglio, e che mi aiuta a nascondere la mia fragilità.
    Gioco a fare la dura.
    Fingo di avere un cuore freddo come il marmo.

    Ma la verità è che non posso fare a meno dell’amore.

    Reblogged from: erbadellamorte
  9. Ho avuto una strana sensazione stanotte, quella di non essere mai stata amata, da nessuno e in tutta la mia vita. A dirla tutta, ho anche la sensazione di non essere mai stata capita e accettata. Cercata e voluta. Intensamente intendo.

    Ho avuto anche la sensazione di non avere mai amato veramente, o meglio, credo di amare, ma poi dimentico così in fretta, che dubito di avere amato davvero.

    Sono un disastro di persona, ho mille difficolta’ a lasciarmi andare, a credere in qualcuno, a fidarmi, a dire le cose che sento, ad abbracciare.

    Ma quel che peggio, non riesco neanche a farmi abbracciare, sfuggo i gesti d’amore, quasi li evito, e la cosa che mi riesce peggio fare, è guardare negli occhi una persona: ho paura che possa leggere tutto il mio bisogno d’amore e la mia difficolta’ ad amare.

    ilpensierohamanifattedivento

  10. comeundiamantegrezzo:

hippie—shit:

We Heart It.
    Reblogged from: finoaperdereilrespiro
  11. Sono sempre scappata da chiunque e ora voglio solo essere stretta da te.
    Eleonora Tisi. (via cuoricomemaremoti)
    Reblogged from: vorreisentissiilmiodolore
  12. Reblogged from: gliocchituoilosanno
  13. ragazza-di-vetro:

Piango, aiuto.

    ragazza-di-vetro:

    Piango, aiuto.

    Reblogged from: miseiscoppiatodentroilcuore
  14. Reblogged from: sonosolacomeilmareininverno
Next

Il pensiero ha mani fatte di vento

Paper theme built by Thomas